Polo culturale museo Laus Pompeia, Area archeologica, ex Conventino – Lodi Vecchio

Area Archeologica

INFO Area Archeologica Lodi Vecchio

info@comune.lodivecchio.lo.it | www.comunelodivecchio.lo.it

Informazioni generali – Ex Conventino, Piazza Santa Maria, angolo Via San Lorenzo – 26855 Lodi Vecchio (LO)
Tel. 0371 405006 (Comune) – Fax 0371 754351 (Comune)

Orari di apertura – Su prenotazione.

INFO Museo Laus Pompeia

info@comune.lodivecchio.lo.it | www.lauspompeiamuseo.it

Informazioni generali – Piazza Santa Maria, presso la Cascina Corte Bassa – 26855 Lodi Vecchio (LO)
Tel. 0371 40 50 06 (Comune) – Fax 0371 75 43 51 (Comune)

Orari di apertura – Su prenotazione.

Cenni storici

Gli scavi archeologici nel territorio di Lodi Vecchio cominciarono fin dal 1800: su iniziativa della nobile famiglia Cavezzali, l’indagine dell’antica Laus prese avvio dall’area del presunto foro, alla ricerca di oggetti di pregio con cui arredare stanze e giardini della propria dimora cittadina, a Lodi. E così fu: statue di marmo e bronzo riempirono tre stanze fino al 1835, anno in cui l’intera collezione fu venduta a Ferdinando I d’Asburgo per la rilevante somma di 30.000 lire austriache, a sottolinearne l’importanza e la consistenza. Per campagne di scavo più consistenti da parte della Soprintendenza si dovette tuttavia attendere fino alla metà del Novecento: i ritrovamenti occasionali precedenti, affiancati ad un’intensa attività di studio dei documenti, indirizzano i primi sondaggi, condotti dal 1955 al 1958, seguiti poi, a partire dal 1988, da una serie di interventi sistematici ancora oggi in corso e che di frequente precedono l’apertura di cantieri per lavori pubblici o la costruzione di edifici residenziali. In questo panorama, un nome da non dimenticare è quello di Antonio Frova, che diresse con entusiasmo e passione tre campagne di scavi di cui ancora oggi rimane traccia nella zona di piazza Santa Maria, prima occupata dal foro romano poi dalla Cattedrale di Santa Maria e dove ora sorge il Polo culturale di Lodi Vecchio costituito dal Museo Laus Pompeia, la biblioteca ed il parco archeologico. A pochi passi dall’edificio medioevale è stata portata alla luce l’area archeologica accessibile al pubblico e visibile dalla Piazza stessa. Lungo il presunto decumano (Via Giovanni XXIII), ancora oggi sono parzialmente visibili all’occhio del visitatore attento i resti appartenenti al teatro e all’anfiteatro. Alcuni ritrovamenti emersero anche nella zona nord-orientale della città, dove venne parzialmente ricostruito il tracciato della cinta muraria. Tali dati archeologici, uniti alle indagini sul territorio mediante fotografia aerea e alla lettura delle fonti storiche, hanno permesso di ricostruire un quadro topografico dell’antico abitato di Laus Pompeia, nonostante le difficoltà sottolineate da Frova stesso dettate da “un’esasperata volontà di distruzione” e da “un’opera intenzionale di scalzamento” che seguirono alle distruzioni del 1111 e del 1158 e alla conseguente edificazione di Lodi. L’immobile denominato Ex Conventino sorge sui resti della facciata dell’edificio di età romanica dell’ex Cattedrale di Santa Maria. Dal punto di vista storico sono stati individuati alcuni momenti salienti delle trasformazioni di questo complesso, che permettono di far risaltare l’importanza ed il significato di questi reperti architettonici. Verso la fine del XIV secolo, il vescovo Cadamosto avviò la ricostruzione di una chiesa in mattoni su quanto rimasto dell’originario oratorio in pietra. Tale ricostruzione è contemporanea ad altre opere intraprese nello stesso secolo per altre chiese lodigiane, tra le quali San Marco, San Lorenzo, Sant’Agnese, San Francesco di Lodi. Nel 1457, con il consenso del vicario generale del vescovo Pallavicino, ci fu l’affidamento ai Canonici di Sturla e in seguito la cessione da parte del Seminario di Lodi alle Orsoline che vi risiedettero in forma conventuale dal 1690 fino alla soppressione del collegio avvenuta nel 1811. La successiva distruzione dell’edificio monastico e della cattedrale si fa risalire ad una data presunta intorno alla seconda metà del XIX secolo. I rilievi effettuati dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia hanno messo in luce le fondazioni della cattedrale laudense, da cui emerge la monumentalità del complesso di Santa Maria pur nelle condizioni di assoluto degrado attuale. Il Comune di Lodi Vecchio ha in seguito incaricato il Dipartimento di Progettazione dell’architettura del Politecnico di Milano, che ha elaborato disegni e rilievi dai quali si è partiti per le ipotesi di ricostruzione e per la riconsiderazione progettuale del Conventino e dello scavo archeologico dell’ex basilica come di un unico corpo architettonico anche se da considerarsi per parti successivamente aggiunte e modificate. L’ex Conventino è stato acquistato dal Comune di Lodi Vecchio nel 1998, quando versava in condizioni d’assoluto degrado ed è stato oggetto di un progetto di recupero e riqualificazione, approvato sia dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici sia dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici. All’interno dell’edificio sono state riportate alla luce anche alcune preesistenze murarie dell’ex cattedrale. Di rilievo sono da segnalare i basamenti di alcune colonne che aiutano a definire la monumentalità originaria.

MUSEO LAUS POMPEIA

Museo Laus Pompeia

Il Museo Laus Pompeia ha sede nel primo piano del settecentesco edificio utilizzato per lungo tempo come stalla e fienile del complesso rurale di Corte Bassa (ancora oggi lo testimonia l’apertura pavimentale che metteva in collegamento i due piani, da cui si gettava il fieno al bestiame). Tale edificio è stato sottoposto negli anni 2010-2014 a interventi di restauro che lo hanno ripristinato nel rispetto del suo impiego originario e adeguato alla sua nuova destinazione museale. Contiene reperti archeologici delle fasi pre-romana, romana e altomedievale della storia di Laus e del suo territorio. Trentotto di questi, tra cui il “Tesoretto di San Michele”, sono stati concessi in comodato d’uso dal Museo Civico di Lodi. Gli altri pezzi della collezione ludevegina giungono da Milano, grazie all’interessamento diretto della Soprintendenza, per essere esposti in questo luogo, la cui importanza travalica i confini cittadini per abbracciare l’intero territorio del Lodigiano, di cui Laus Pompeia è la storica culla.
All’interno del Museo è possibile ammirare una significativa collezione lapidea, una sezione dedicata alle ceramiche rinvenute sul territorio (olle, anfore, lucerne), corredi funerari di diverse epoche e consistenze tra cui un corredo di un guerriero del III secolo. Particolare attenzione merita il Tesoretto di San Michele: la scoperta avvenne in modo casuale, nel 1892, nel campo San Michele del podere Lavagna, alla periferia nord orientale dell’abitato. Sotterrati in un vaso di terracotta, chiuso da una ciotolina in argento, furono recuperati diversi gioielli e un gruzzolo consistente di monete. Il tesoretto subì una rapida dispersione, al museo è possibile ammirare un corredo di gioielli e numerose monete.

L’AREA ARCHEOLOGICA DI SANTA MARIA

Il Museo si trova in uno dei luoghi più importanti per la storia di Lodi Vecchio, Piazza Santa Maria, ovvero l’area del foro di Laus Pompeia, la piazza principale della città romana. Oggi, in quest’area è possibile non solo visitare il Museo e la Biblioteca ma anche l’annessa area archeologica dove sono visibili i resti di Santa Maria, l’antica Cattedrale di Lodi Vecchio sorta sul finire del IV secolo e demolita alla fine del XIX. Gli scavi archeologici hanno riportato alla luce imponenti fondazioni di piloni e murature. Alcune di queste strutture sono riferibili a un grande edificio pubblico di epoca romana prospettante sul foro, altre appartengono invece alla basilica medievale. Santa Maria era costituita da una grande aula divisa in tre navate da pilastri e conclusa sul fondo da un’abside semicircolare. Nell’area archeologica si identificano inoltre un ingresso laterale alla chiesa e un’abside minore verso nord, mentre verso sud è ancora visibile parte di un pilastro della Cattedrale inglobato nell’edificio rurale posto di fianco alle strutture rinvenute. Il complesso subì nel corso del tempo profonde modifiche e rimase in uso fino al XIX secolo, quando, divenuto proprietà privata, fu prima parzialmente demolito e poi violentemente distrutto nel 1879.

EX CONVENTINO

ex conventino

La nascita del Conventino si collega alle trasformazioni operate nell’area della Cattedrale di Santa Maria dai canonici della Congregazione di Santa Maria Annunciata di Sturla, una piccola comunità di frati che ottenne dal 1457 l’affidamento del luogo sacro. Intorno al 1620 i canonici provvidero alla costruzione degli edifici conventuali loro necessari, dimezzando lo spazio della basilica e inserendo nella porzione occidentale alcuni ambienti. Proprio sul luogo ove sorgeva la facciata di Santa Maria nacque quindi il Conventino, che doveva costituire l’ala occidentale del convento. Nel 1998 fu acquistato dal Comune di Lodi Vecchio, quando versava in condizioni di assoluto degrado e, negli anni scorsi, è stato oggetto di un corposo intervento di recupero, che portò all’apertura del primo spazio espositivo e culturale della città. In questa suggestiva cornice, carica di storia, si sono svolte nel corso degli anni alcune mostre di archeologia e di pittura e iniziative culturali e didattiche destinate a illustrare episodi e aspetti salienti della lunga e complessa storia di Lodi Vecchio, dall’età romana ai giorni nostri. La struttura dell’edificio risulta particolarmente funzionale allo scopo: le cinque sale al piano inferiore consentono l’organizzazione tematica del materiale esposto, grazie anche all’ausilio di vetrinette fornite ciascuna di illuminazione indipendente che permettono una disposizione protetta e ben visibile dei pezzi collezionati. Al piano superiore, l’ex Conventino offre una sala più ampia frequentemente adibita a sala espositiva o a sala conferenze. Le finestre della stessa sala offrono una vista d’insieme sull’area archeologica, presentando all’occhio del visitatore un cono visivo che permette di ammirare la Basilica dei XII Apostoli, in linea d’aria non molto distante dalla struttura. Attualmente, al suo interno, trovano giusta collocazione le testimonianze medievali della perduta basilica. Qui hanno sede anche le attività didattiche del Museo e le mostre temporanee della città.