Museo “Mario Borsa” – Somaglia

MARIO BORSA

INFO

info@comune.somaglia.lo.it| www.comune.somaglia.lo.it

Informazioni generali – Castello Cavazzi, Piazza XXVIII Aprile – 26867 Somaglia (LO)
Tel. 0377 57 901 – Fax 0377 57 90 215

Orari -Su prenotazione.
Per gruppi e scolaresche apertura su prenotazione.

Prezzi – Ingresso gratuito.


Cenni storici

Mario Borsa, nato a Somaglia – precisamente a Cascina Fittarezza – nel 1870, è stato uno degli intellettuali più illuminati e poliedrici del XX secolo. Inizia l’attività giornalistica nel 1893, appena dopo la laurea in lettere all’Università di Milano, come critico teatrale nel quotidiano La Perseveranza. Pochi anni dopo si trasferirà, voluto dal direttore Carlo Rosmussi, in quello che allora era il più importante e diffuso quotidiano italiano: Il Secolo. Ebbe l’incarico di «redattore viaggiante», quello che oggi conosciamo come “inviato” e ciò gli permise di viaggiare a lungo in tutta Europa, prima è in Danimarca, poi in Svezia e Norvegia, per trasferirsi successivamente a Londra. Nel 1911 rientra al Secolo con l’incarico di caporedattore con funzioni direttoriali, affiancando Edoardo Pantano. Valorizza la terza pagina del suo giornale chiamando a collaborare personaggi come Luigi Capuana, Giovanni Bertacchi e Trilussa. Durante la prima guerra mondiale viene mandato al fronte come inviato di guerra; oltre che per il Secolo, scrive anche per giornali inglesi e americani. Al termine del conflitto, Borsa torna a Milano dove sarà corrispondente per il prestigioso quotidiano londinese The Times. Negli anni del fascismo, per le sue marcate posizioni liberali, Borsa viene cancellato dagli organi professionali. Escluso dai giornali, scrive il saggio Libertà di stampa, la sua opera ancor oggi più conosciuta e diffusa. Pagherà con la vigilanza speciale da parte della polizia politica e con il carcere, che conoscerà due volte. Mario Borsa è ricordato principalmente per aver diretto il Corriere della Sera nel 1945, dopo la Liberazione, incarico che mantenne per oltre un anno, per concludere la sua carriera come editorialista di spicco del quotidiano torinese La Stampa. Fu anche storico, critico letterario e teatrale, saggista e romanziere di indiscutibile capacità.
L’idea di istituire una piccola raccolta museale dedicata a Mario Borsa è nata nel 2012, nel 60° anniversario della sua scomparsa, unitamente all’istituzione di un premio alla sua memoria. Il Museo è ospitato presso il Castello Cavazzi, in una sala a pian terreno conosciuta come “Sala dei draghi” per le decorazioni del soffitto.

Criteri espositivi – itinerario di visita

Nel Museo si è ricostruita la storia personale e professionale di Mario Borsa, raccogliendo alcune tra le opere e i documenti più significativi della sua vita. Sono innanzitutto esposte le riproduzioni di alcuni quotidiani originali, compresa la prima pagina del “Corriere d’Informazione” del 26 aprile 1945, che permettono di conoscere e ricostruire la brillante carriera giornalistica. In alcune teche sono stati, inoltre, raccolti i volumi della sua immensa produzione letteraria (spesso anche tradotta all’estero, tant’è che un saggio sul teatro inglese è stato recuperato presso la biblioteca universitaria dell’Oklahnoma). Completano l’esposizione alcuni rilevantissimi carteggi con gli esponenti di spicco del mondo culturale, politico e sociale della prima metà del ‘900, quali Ferruccio Parri, Pietro Calamandrei, Luigi Cadorna, Ivanoe Bonomi, Renato Simoni, Alberto Savinio, Carlo Sforza e Riccardo Bacchelli. Recentemente i nipoti hanno fatto dono di parte di quella che fu la sua biblioteca privata nonché il suo calco funebre, realizzato secondo la moda dell’epoca.

MARIO BORSA