Museo di vita contadina “Tra un nigul e un rag de sul” – robe de tüti i dì di nosti végi – Montanaso Lombardo

Museo di vita contadina

INFO

Informazioni generali – Via Roma, 20 presso il “Palasson” – 26836 Montanaso Lombardo (LO)
Tel. 0371 68 434 (Marino Cavalloni) – Tel. 0371 48 68 223 (Comune di Montanaso)

Orari – Su prenotazione.

Prezzi – Ingresso gratuito.

Visite guidate – Su prenotazione.


Cenni storici

Già da una prima mostra allestita in occasione della sagra cittadina nel 1979 e della successiva del 1980 nacque l’idea di dare vita ad un’esposizione permanente degli oggetti raccolti con pazienza da Antonio Ferrari, detto Cecu, per un lungo periodo di tempo.
Negli anni successivi, però, non avendo a disposizione spazi adeguati, la raccolta, presa in consegna dalla compagnia filodrammatica I Soliti, venne accantonata provvisoriamente, in parte presso alcuni locali dell’oratorio parrocchiale e in parte presso un cascinale.
Nello stesso periodo, la ricerca di nuovi oggetti ed attrezzi non si interruppe mai. Nel 2002 si concretizzò un avvenimento che segnò la svolta: il Comune di Montanaso acquisì lo storico palazzo El Palasson che, aperto su tre lati, con un ampio cortile interno e un vasto giardino sul retro dominante la bassura dell’Adda, costituisce il nucleo più antico del paese. L’idea dell’esposizione tornò a galla: il comune rese disponibili alla compagnia I Soliti alcuni spazi all’interno del palazzo (in modo provvisorio poiché è previsto un piano di recupero per tutto l’edificio) e, in particolare, alcune stanze destinate all’esposizione degli oggetti e degli attrezzi che hanno caratterizzato la vita e il lavoro nel territorio lodigiano tra l’Ottocento e il Novecento.
Finalmente questa opportunità consentì ad Antonio Ferrari e a Marino Cavalloni (già collaboratore dalla prima mostra) di sistemare, catalogandoli, gli oggetti in deposito e quelli che progressivamente arrivarono, frutto di donazioni o cessioni in comodato. Nell’anno 2002, sempre in occasione della sagra del paese, venne inaugurata la prima sala del museo dedicata alla casa contadina e alcuni spazi dedicati al mondo della scuola. La prosecuzione dell’allestimento portò, nel 2003, alla sistemazione della sala relativa alle attività lavorative, arricchita da una serie di quadri di Marino Cavalloni illustranti scene di lavoro in campagna e in cascina e collegata ad uno spazio esterno riservato agli attrezzi di maggiori dimensioni.
Ora l’opera di riordino sta proseguendo con la prima classificazione dei materiali che al momento si aggirano sui settecento pezzi.


Criteri espositivi – itinerario di visita

Gli oggetti esposti nel piccolo museo testimoniano le grandi fatiche e la vita dura sostenuta dalle generazioni che ci hanno preceduto. Attrezzi frutto dell’esperienza maturata nel corso dei secoli ed usati fino a pochi decenni fa, in pochi anni abbandonati e dismessi, travolti dall’evoluzione delle macchine, ora sono divenuti muti testimoni di un mondo e di una cultura in rapida estinzione.
Attraverso l’esposizione, i visitatori, in particolare le nuove generazioni, potranno scoprire oggetti ormai dimenticati con l’augurio che la visita possa incuriosire e spronare alla ricerca e all’approfondimento al fine di conservare la memoria delle origini.
Nella saletta all’ingresso si incontrano gli oggetti riferiti al mondo della scuola e dell’ufficio; nel locale successivo si trova un’ambientazione che rievoca la casa contadina, mentre nella sala vicina sono esposti gli oggetti del lavoro dei contadini e delle attività artigiane, suddivisi per mestieri.
Diversi cartelloni alle pareti aiutano a comprendere l’uso degli attrezzi illustrando le attività in cui venivano impiegati. Accanto agli oggetti dedicati alla civiltà contadina e ai lavori della tradizione, nelle sale del museo trovano posto le testimonianze del cambiamento strutturale avvenuto nella società dagli anni ‘50 in poi, in tutti i settori.
Tra gli oggetti più curiosi c’è un caricatore con una serie di immagini della prima guerra mondiale, in coppia su lastra, predisposto per la visione stereoscopica.
All’esterno, sotto il portico, si trovano attrezzi per il bucato e, variamente distribuiti, oggetti e mezzi legati alla vendemmia e al trasporto delle merci.
La raccolta degli oggetti è curata e gestita dalla Compagnia I Soliti con apposita convenzione stipulata con il Comune.
Pur nella provvisorietà delle sale, l’allestimento permette una visita facile e sufficiente a delineare lo stile di vita, fatto di grandi fatiche e sacrifici, sopportato da chi ci ha preceduto.