Museo della Stampa e Stampa d’Arte a Lodi Andrea Schiavi – Lodi

Museo della Stampa

INFO

info@museostampa.org • www.museostampa.org

Informazioni generali – Via della Costa, 4 – 26900 Lodi
Tel.037156011 – Fax 0371422080

Orari – Dal lunedì al venerdì, su prenotazione, dalle 9.00 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30. Sabato e domenica su prenotazione, per gruppi di almeno 10 persone, in orari da concordare.

Prezzi – Intero 6,00. Ridotto 5,00 (per studenti, gruppi di almeno 10 persone, over 65 anni, docenti). Gratuito per bambini sotto i tre anni, insegnanti accompagnatori, disabili e accompagnatori di gruppi.

Visite guidate – Su prenotazione. Dalla scuola Primaria all’università con possibilità di svolgere diversi laboratori didattici (sul sito programmi dettagliati e costi).

Servizi – Sala accoglienza con funzioni di guardaroba. Bookshop: disponibili depliant, pubblicazioni, guide all’esposizione, stampe, materiale didattico e gadget Biblioteca specializzata e Centro di documentazione. Sala mostre, sala auditorio attrezzata per audio e video.

Cenni storici

Il Museo della Stampa e Stampa d’Arte a Lodi, intitolato ora al suo fondatore, Andrea Schiavi, ha sede in un’ex tipografia dislocata in un suggestivo angolo della Lodi medievale. Qui, su una superficie di circa duemila metri quadrati, l’intraprendenza e la smisurata passione del suo principale ideatore, affiancato da vari esperti del settore, hanno compiuto il “miracolo” di creare un vero museo dedicato all’evoluzione
della stampa attraverso i secoli, dai caratteri mobili di Gutenberg fino alla comparsa del personal computer. Inaugurato ufficialmente nel 2008, il museo della stampa di Lodi non si limita a esporre macchine e attrezzature (alcune esteticamente pregevoli e di assoluto valore storico), ma, avvalendosi della collaborazione di alcuni esperti del settore e di guide appositamente preparate, propone numerosi laboratori didattici ideati secondo la filosofia del “fare per imparare”, con lo scopo di stimolare la curiosità dei giovani visitatori verso le conoscenze del passato e i meccanismi che le connettono alle tecnologie moderne. Convegni, workshop, mostre e conferenze sono le altre iniziative culturali rivolte a un pubblico variegato che caratterizzano l’attività dell’associazione.

Criteri espositivi – itinerario di visita

Nel museo della stampa di Lodi sono conservate e perfettamente restaurate moltissime macchine e attrezzature che vanno a comporre una delle più pregevoli raccolte presenti in Europa. Decine di cassettiere zeppe di caratteri di legno e piombo fanno da contorno ad una elegante selezione di torchi e presse in ghisa di produzione ottocentesca in cui emerge un rarissimo esemplare di torchio tipografico Albion “Columbian”, costruito in Inghilterra verso la metà del XIX secolo, unico esemplare presente in Italia. Linotype e monotype per la fusione e composizione meccanica attirano immancabilmente l’attenzione dei visitatori, così come pregevoli torchi in legno per la stampa calcografica e litografica, dominano la sala dedicata alla stampa d’arte ove si ha l’opportunità di osservare anche i risultati artistici delle diverse tecniche di incisione ancora oggi comunemente adottate dai migliori artisti. Di particolare interesse l’ampia collezione di pietre litografiche di grandi dimensioni, realizzate tra il 1860 e il 1930, provenienti dalla prestigiosa Casa Editrice Vallardi di Milano, che spiccano come vere e proprie opere d’arte. Impressionanti le grandi macchine per la stampa a smalto in rilievo, utilizzate anche per stampare banconote, e un impianto che realizza stampati di sicurezza attraverso tecniche sofisticate per evitare la contraffazione e la falsificazione di banconote, francobolli, titoli di stato, assegni e certificati azionari. Gli amanti delle curiosità possono esaminare decine di targhe identificative originali di antiche fabbriche di macchine da stampa, un prototipo in scala ridotta del torchio di Gutenberg, il libro più grande e quello più piccolo al mondo, artistiche copertine con fregi multicolore e un interessante modello in scala 1:10 di una rotativa bicolore costruita nello stabilimento G.A.T.E. di Roma ove veniva stampato il quotidiano l’Unità. Il viaggio continua nella sala riservata alle macchine tipografiche o rilievografiche. Qui il visitatore è condotto lungo un itinerario che privilegia il progresso tecnologico avvenuto fra il XIX e XX secolo, con la ricerca di una velocità esecutiva sempre più marcata. Ricchissima la collezione di presse doratrici a caldo, trance, cesoie, piegatrici e cucitrici, così come non manca- no imponenti macchine piano cilindriche “Optima-Nebiolo” e “Commoretti”, platine “Heidelberg” a stella, pedaline “Saroglia” e una rarissima “Typograph”, concorrente sfortunata della più celebrata “Linotype”.