Museo della radio “Tutta un’altra radio” – Montanaso Lombardo

Museo della Radio

info@tuttaunaltraradio.it | www.tuttaunaltraradio.it

INFO

Informazioni generali – Via Roma, 20 – 26836 Montanaso Lombardo (LO)
Cel. 339 83 37 792 – 338 21 13 892
Cel.3283507990–3338456675

Orari – Su prenotazione.

Prezzi – Ingresso gratuito.


Cenni storici

Tutta un’altra radio nasce nel 2013 a Montanaso Lombardo sotto forma di iniziativa amatoriale ad opera di quattro collezionisti di apparecchi radio di vario genere comprendenti le Radio d’epoca, Fantasy, Novelty e Vintage.
Nel 2014 entra ufficialmente a far parte del Sistema Museale Lodigiano, riconosciuto come primo e unico Museo della Radio della Provincia di Lodi. Il Museo è collocato nei locali messi a disposizione dal Comune di Montanaso ed attualmente conta complessivamente circa 400 esemplari dei quali, per ragioni di spazio, solo una parte è esposta. Oltre un centinaio di apparecchi rimane tuttora in attesa di sistemazione. Gli esemplari esposti, spesso recuperati in condizioni disastrose e rimessi in funzione grazie ad interventi di ristrutturazione ad opera dei responsabili del museo, spaziano nei vari generi, dagli anni ‘20 agli anni ‘90.
Il Museo si prefigge di far conoscere l’evoluzione nel tempo di questo mezzo di comunicazione rendendolo disponibile per visite a scolaresche e gruppi organizzati.


Criteri espositivi – itinerario di visita

Il Museo ha sede all’interno dello storico “Palasson” di Montanaso Lombardo, nei locali messi a disposizione dal Comune. Dei circa 400 apparecchi radio che costituiscono la ricca collezione del museo, solo una parte è attualmente esposta al pubblico. In previsione di un ampliamento dello spazio espositivo, oltre un centinaio di radio rimangono in attesa di collocazione.
Il percorso di visita propone un viaggio nel ’900 attraverso il sentiero tracciato dalle radio valvolari e a transistor, dalle radio degli anni ’20 fino a quelle degli anni ’90, con l’obiettivo di far conoscere l’evoluzione nel tempo di questo importante mezzo di comunicazione sia al pubblico di adulti e appassionati ma anche al pubblico delle nuove generazioni. Nello specifico si potrà comprendere il funzionamento del cosiddetto “occhio magico”, una speciale valvola termoionica che tramite la proiezione di un settore luminoso sulla superficie laterale del tubo, oppure sulla cupola, permetteva la rappresentazione grafica dell’intensità di un segnale elettrico.
Tanti i modelli di mezzo radiofonico. Tra i più caratteristici è possibile trovare la radio rurale, un ricevitore a prezzo imposto e con caratteristiche standardizzate promosso ai tempi del fascismo dall’Ente Radio Rurale e destinato alle zone di riunione collettiva, agli ambienti rurali ed alle scuole. Si prosegue poi con la Radio Balilla, un popolare tipo di radio italiana realizzato con materiali non troppo pregiati, la cui produzione avveniva completamente in Italia, sia per quanto riguarda le componenti, sia per l’assemblaggio, per agevolarne la diffusione a un prezzo contenuto. Molto interessante anche la radio a galena, un semplice ricevitore radio che non aveva bisogno di batterie o altra fonte di energia ad eccezione delle onde radio ricevute grazie a una lunga antenna esterna. L’abilità degli appassionati collezionisti ha permesso l’esposizione di radio sapientemente restaurate e perfettamente funzionanti.

Museo della radio