Museo della Fotografia “Paola e Giuseppe Bescapè” – Cavenago d’Adda

Museo della Fotografia

INFO

Informazioni generali – Piazza Matteotti, 1 • 26824 Cavenago d’Adda (LO)
Tel. 0377 87 602 (Sig. Bescapè Silvano)
Tel. 0371 70 468 (Biblioteca)

Orari La terza domenica di ogni mese (da Marzo a Ottobre) dalle 15.00 alle 18.00. Tutti i giorni dell’anno su prenotazione.

Prezzi – Ingresso gratuito.

Visite guidate – Visite guidate su prenotazione.


Cenni storici

Il Museo della Fotografia di Cavenago d’Adda ricostruisce la storia della fotografia nel Lodigiano, esso è dedicato a Paola e Giuseppe Bescapè e ha sede al primo piano del Palazzo Comunale di Cavenago d’Adda.
Il museo vide il suo primo allestimento nel 1980 a Orio Litta presso la Villa Litta Carini, ospitato dal Commendatore Oreste Carini per oltre una decina di anni; nel 1993, su richiesta del Comune di Cavenago d’Adda fu trasferito nella sede attuale.
La raccolta nacque circa quarant’anni fa con Silvano Bescapè, fotografo attivo da anni sul territorio lodigiano, il quale, iniziando a collezionare fotografie e cartoline di fine Ottocento e inizio Novecento, fu molto attento nell’acquisire e valorizzare le immagini, nell’intento di preservare molto materiale che sarebbe certamente andato perduto.In seguito alla chiusura di alcuni studi fotografici lodigiani cercò di salvare non solo l’archivio di immagini, ma anche attrezzature, accessori fotografici e alcuni arredi storici. La ricerca di Bescapè, inoltre, non si è limitata ai soli professionisti, ma si è rivolta a quanti, conoscendo la sua passione, si sono privati dei propri ricordi di famiglia, permettendone così l’esposizione al pubblico.
L’archivio comprende fotografie, lastre e negativi: si tratta di circa 15.000 fotografie di varie epoche (tra il 1850 ed il 1980), 30.000 negativi e lastre di vario formato, 20.000 immagini da pellicola 135 mm provenienti dallo Studio Nino Tronchini, attivo dal 1935 al 1943, 8.000 cartoline originali datate tra la fine dell’800 e la metà del secolo successivo.
A questo materiale va inoltre aggiunto l’importante Archivio Foto Celso, composto da oltre 500.000 immagini, attualmente ancora da catalogare.


Criteri espositivi – itinerario di visita

Sala Emilio Miragoli: questa prima sala ci porta alla raccolta di apparecchi fotografici professionali, che vanno dal 1880 al 1940. Nella prima vetrina si possono ammirare un insieme di accessori, visori e materiale pubblicitario.
Vi si trova inoltre una ricca raccolta di album di famiglia in varie forme e fogge dalla seconda metà dell’800 fino ai primi del ‘900. Nella seconda vetrina sono esposte apparecchiature fotografiche di varie epoche ed una vasta rassegna di cornici.
Sala Arnaldo Bescapè: in questo ambiente si è voluto ricreare un negozio di fotografia stile anni ’30 con vetrine e banco d’epoca. Entrando, sul lato sinistro, nella vetrina sono esposti apparecchi fotografici dilettantistici che vanno dal 1890 al 1970.
Nella vetrina di fronte vi sono apparecchi fotografici in uso tra il 1950 ed il 1980, oltre ad apparecchiature ed accessori in uso dai fotografi Gino Calza di Secugnago, Foto Celso e Atelier Silvano di Lodi. Nella sala si può inoltre ammirare l’ingrandimento della prima fotografia conosciuta del Ponte dell’Adda di Lodi (1863).
Sala Nino ed Elio Peveri: in questo spazio trova posto l’allestimento di una sala di posa dei primi del ‘900 con fondale e apparecchio fotografico da uno studio di provenienza lodigiana. L’intero ambiente è dedicato a fotografie e ad immagini dei fotografi lodigiani.
Vi sono inoltre numerose rappresentazioni di come si presentava la vita sociale del periodo nel quale tali persone lavoravano, lasciando quindi indelebile testimonianza del nostro recente passato.
Sala Attilio Novazzi: la sala è dedicata alla cinematografia amatoriale. I proiettori e le cineprese, i manifesti, le fotografie e il materiale pubblicitario riguardano vari periodi storici compresi tra il 1920 ed il 1960.
Di particolare interesse sono i tre proiettori per sale cinematografiche provenienti dalle sale parrocchiali di Castiglione d’Adda, Cavenago d’Adda e Miradolo Terme. Sono inoltre esposti manifesti e locandine di film particolarmente significativi.